I Sacramenti

Natura

Secondo la definizione della Chiesa i Sacramenti sono segni efficaci della grazia istituiti da Gesù Cristo per santificarci. Questa definizione considera i Sacramenti sotto l’aspetto metafisico, ed indica chiaramente i tre costitutivi metafisici del Sacramento:

  • Segno sensibile è una cosa visibile che ne rappresenta una invisibile. I Sacramenti sono detti segni perché con le loro parti che sono sensibili significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono.
  • Significazione e conferimento della grazia. Non sono però semplicemente segni, me segni efficaci: hanno cioè in se stessi e danno la grazia che significano. Nel Battesimo, ad esempio, l’acqua che si versa sul capo del battezzando, significa e compie la purificazione interna dell’anima dal peccato.
  • Istituzione divina. È verità di fede che i Sacramenti furono istituiti da Gesù Cristo. Afferma il Concilio di Trento: «Se qualcuno dirà che i Sacramenti non sono stati istituiti tutti da nostro Signore Gesù Cristo, sia scomunicato».
    Solo Gesù Cristo Che era Dio possedeva la grazia e per questo Egli solo poteva annetterla a particolari riti anche materiali al fine di comunicarla a noi. Egli come sapiente ordinatore della Chiesa che aveva fondato Si riservò di istituire tutti i mezzi necessari per la salute dei suoi fedeli.
    Come la salvezza in genere dipende da Lui (avendola meritata con la Passione e Morte) così l’applicazione di essa ai singoli fedeli avviene per un mezzo da Lui stabilito: i Sacramenti.

Considerati invece nella loro costituzione fisica, diciamo materiale, i Sacrmenti per essere tali devono constare di altri tre elementi: a) materia; b) forma; c) ministro.

  • Materia del Sacramento è l’elemento che si richiede per compierlo, come l’acqua nel Battesimo.
  • Forma del Sacramento sono le parole che il ministro deve proferire nell’atto stesso di applicare la materia.
    Le parole materia e forma non si hanno nei Vangeli, ma furono usate più tardi per esprimere con maggior chiarezza la dottrina dei Sacramenti: sono come corpo e anima nell’uomo: se manca o uno o l’altra non si ha l’uomo; così i Sacramenti.
    La materia e la forma costituiscono l’essenza del Sacramento, perciò non si possono mutare nella sostanza ed essendo un tutto unico devono essere applicate dallo stesso ministro, allo stesso soggetto, e nel medesimo tempo.
  • Ministro del Sacramento è la persona capace che lo fa o conferisce in Nome e per autorità di Gesù Cristo.
    Non basta che vi sia la materia e la forma, è necessaria una persona deputata che applichi l’una e l’altra a chi riceve il Sacramento.
    Essendo Gesù Cristo istitutore dei Sacramenti, solo Lui è il vero Ministro. Ma il Signore, tenendo anche in questo il Suo modo di agire comune, per amministrare i Sacramenti volle servirSi di uomini.
    Però non tutti gli uomini possono amministrare i Sacramenti, bensì quelli a ciò deputati da Lui Stesso per mezzo della Chiesa.
    Vi sono i ministri ordinari cioè quelli che non hanno bisogno di ricevere altro incarico speciale per amministrarli, come sono i Vescovi nella loro diocesi, i Parroci nella loro parrocchia.
    I ministri straordinari sono quelli che hanno bisogno di un tale potere, come sarebbe il Sacerdote per amministrare la Cresima, il Diacono per la Comunione.

Come operano i Sacramenti

I Sacramenti non producono la grazia per merito di chi li conferisce o riceve, ma per se stessi, in forza del rito sacramentale che perciò è segno efficace della grazia. Questo modo di operazione è chiamato dai teologi: ex opere operato. Non così i Sacramenti dell’Antica Alleanza, che significavano la grazia e non conferivano che una santità esteriore e legale; la grazia veniva conferita unicamente in vista dei futuri meriti del Messia.

 

Chi può ricevere i Sacramenti?

Possono ricevere i Sacramenti solo le persone viventi sulla terra. Il Battesimo possono riceverlo tutti indistintamente; gli altri Sacramenti solo i battezzati, essendo il Battesimo la porta dei Sacramenti e perché solo con il Battesimo si entra a far parte del corpo della Chiesa. L’Ordine Sacro non posso-no riceverlo le donne; l’Estrema Unzione i bambini e i sani; il Matrimonio i Religiosi di voti solenni e chi ha ricevuto il Suddiaconato.

Disposizioni

Per ricevere validamente i Sacramenti negli adulti si richiede l’intenzione (diversa secondo la diversa natura dei Sacramenti). Ciò assai giustamente perché Dio non vuole giustificare e santificare gli adulti se non con il loro consenso. Nei bambini che non hanno ancora l’uso di ragione e negli adulti che l’hanno perso, non si richiede alcuna intenzione. Per ricevere lecitamente e con frutto i Sacramenti dei morti, negli adulti, sono necessari gli atti di fede, speranza e dolore dei peccati. Per i Sacramenti dei vivi è necessario lo stato di grazia. Infatti è forse capace di qualche atto chi è morto o chi non è nato?

 

Il Signore Stesso nel Vangelo, esponendo varie parabole e similitudini, inculca la necessità di queste disposizioni. Dice espressamente: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le perle ai porci» (Mt. 7,6). Ora i Sacramenti sono cose santissime. Perciò chi riceve un Sacramento dei vivi sapendo di non essere in stato di grazia commette un gravissimo peccato di sacrilegio perché riceve indegnamente una cosa sacra.

 

Uno stesso Sacramento produce la grazia in maggior o minor abbondanza secondo le disposizioni di chi lo riceve. Occorre che il soggetto cooperi quanto più gli è possibile all’azione dei vari Sacramenti con adeguata preparazione e conveniente ringraziamento.

 

Effetti dei Sacramenti

Nei Sacramenti si distinguono tre effetti principali: la grazia santificante, comune a tutti; la grazia sacramentale propria di ciascun Sacramento; il carattere esclusivo del Battesimo, della Cresima e dell’Ordine.

 

  • La grazia santificante è quel dono soprannaturale inerente all’anima nostra, e perciò abituale, che ci rende santi, cioè giusti, amici e figli adottivi di Dio, fratelli di Gesù Cristo ed eredi del paradiso. I Sacramenti danno questa grazia a chi li riceve bene. Non tutti i Sacramenti producono la stessa grazia santificante: alcuni danno la vita della grazia togliendo il peccato; altri invece l’aumentano quando già esiste nel soggetto. Danno la grazia santificante il Battesimo e la Penitenza, che si chiamano Sacramenti dei morti. Accrescono la grazia la Cresima, l’Eucaristia, l’Estrema Unzione, l’Ordine e il Matrimonio, detti Sacramenti dei vivi.

  • Altro effetto dei Sacramenti è la grazia sacramentale: la grazia propria di ciascun Sacramento necessaria per conseguire il fine del medesimo. Così il Battesimo dà le grazie necessarie per vivere cristianamente; la Cresima dà la forza cristiana per professare la fede e difenderla come buon soldato di Cristo; l’Eucaristia per crescere nella vita spirituale; la Penitenza per non cadere più in peccato, ecc.

  • Terzo effetto è il carattere. È proprio di soli tre Sacramenti: Battesimo, Cresima, Ordine Sacro. Il carattere è un segno distintivo spirituale che non si cancella mai neppure nell’eternità. È un segno che distingue quelli che hanno ricevuto questi Sacramenti da quelli che non li hanno ricevuti. Tra gli uomini è cosa molto comune distinguere la dignità o l’ufficio di una persona o cosa. Vi sono degli stemmi e distintivi per distinguere un casato, una associazione, un grado civile, militare, ecc. Lo stesso avviene nei cristiani che nel Battesimo ricevono il segno di appartenenza al gregge di Cristo; nella Cresima il distintivo di aggregazione alla Sua milizia; nell’Ordine la dignità dei Suoi ministri.

Questi tre Sacramenti formano nella Chiesa, a somiglianza della società civile da cui è costituita, i semplici cittadini, i soldati e i magistrati. Da questo si comprende come tali Sacramenti si ricevono una volta sola: perché costituiscono l’uomo in uno stato duraturo e permanente operando una consacrazione perpetua dell’uomo a Gesù Cristo. Come nati una volta si è nati per sempre, così ricevuto il Battesimo si è cristiani per sempre e il carattere non si cancellerà mai.

 

Necessità

Dopo aver constatato i mirabili effetti che producono i Sacramenti, vediamone ora la necessità. Tutti i Sacramenti sono necessari ma non tutti nel medesimo grado. Alcuni sono necessari di necessità di mezzo: cioè senza di essi almeno in voto (o desiderio), non si può avere la salvezza. Altri solo di necessità di precetto per il comando espresso di Dio o della Chiesa.

Di necessità di mezzo sono il Battesimo e la Penitenza che danno la grazia prima cioè la vita dell’anima: il Battesimo per tutti, almeno in voto, la Penitenza, essa pure almeno in voto, per gli adulti caduti in peccato mortale dopo il Battesimo. Gli altri Sacramenti non sono così strettamente necessari per conseguire la salvezza, cosicché in caso di impossibilità assoluta o di ignoranza non pecca chi non li riceve, né per questo si perde.

 

Numero dei Sacramenti

I Sacramenti del Nuovo Testamento sono sette: Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Estrema Unzione, Ordine Sacro e Matrimonio. Il Battesimo e la Penitenza sono detti Sacramenti dei morti perché danno la vita della grazia alle anime morte per il peccato. Gli altri sono detti Sacramenti dei vivi perché chi li riceve deve essere già vivo alla grazia.

Perché sette e non più o meno? Perché così piacque al Signore e la Chiesa ha sempre ritenuto il settenario numero dei Sacramenti. Ci dice infatti per mezzo del Concilio di Trento: «Se alcuno dirà che i Sacramenti della Nuova Legge non sono stati istituiti da Gesù Cristo o che ve ne sono di più o di meno di sette o che qualcuno di questi sette non è propriamente e veramente Sacramento, sia scomunicato».

 

Abbiamo poi la bella analogia della vita naturale con la spirituale. Sette sono le necessità della vita umana: la nascita, la crescita, il cibo adatto, la medicina per eventuali malattie, una speciale forza per accettare la morte con serenità, l’autorità per il governo della civile convivenza, la trasmissione della vita. Pure sette sono le necessità della vita soprannaturale: si nasce con il Battesimo, si cresce e si diventa perfetti cristiani con la Cresima; ci si nutre e conserva con l’Eucaristia; medicina nelle malattie è la Penitenza o Confessione; per gli estremi bisogni in morte vi è l’Estrema Unzione; occorrono i ministri per il governo dei fedeli: a questo provvede l’Ordine Sacro; è necessario moltiplicare i fedeli della Chiesa per dare cittadini al Cielo: a questo è indirizzato il Matrimonio che santifica le nozze.

 

Il Battesimo

Andate dunque ed ammaestrate tutte le genti battezzandole nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt. 28,19).


 

Battesimo è parola greca che significa lavanda, abluzione, immersione. Nella Sacra Scrittura questo termine è usato sia letteralmente che metaforicamente. Dagli Scrittori Ecclesiastici il Battesimo è detto anche il Sacramento della rigenerazione, della fede, della Trinità, lavacro d’acqua vitale.

 

Vi sono tre specie di Battesimo: il Battesimo propriamente detto che si conferisce versando l’acqua sul capo del battezzando pronunziando la formula richiesta; il Battesimo di desiderio, che è detto anche di fuoco, consiste nell’atto di contrizione o carità perfetta col voto almeno implicito di ricevere il Battesimo; il Battesimo di sangue che consiste nel martirio subito per amore di Gesù Cristo. Questi ultimi due suppliscono il primo ma non imprimono il carattere.

 

Il Battesimo è un Vero Sacramento, poiché ha tutti requisiti necessari: il segno sensibile nell’infusione dell’acqua; l’istituzione divina e la produzione della grazia: infatti cancella il peccato originale, fa cristiani, figli di Dio e membri della Chiesa.

 

Quando fu istituito? Molti teologi con San Tommaso ritengono che il Battesimo sia stato istituito quando Gesù fu battezzato nel Giordano.

 

Elementi del Battesimo

Ogni Sacramento è costituito essenzialmente da materia, forma e ministro.

MATERIA del Battesimo è l’acqua naturale. FORMA sono le parole: «Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». MINISTRO del Battesimo è d’ordinario il Sacerdote, ma in caso di necessità può essere chiunque, anche un eretico o infedele, purché abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa.

 

Materia

Perché il Battesimo sia valido si richiede come materia l’acqua naturale. Questo è da ritenersi come verità sicura essendo stata definita dal Concilio di Trento. Del resto appare chiaro anche dalla Scrittura ove leggiamo: «Chi non rinascerà per l’acqua e lo Spirito Santo» (Gv 3,5) e dal Battesimo dell’eunuco fatto dal diacono Filippo (At 8,36).

L’acqua è la materia più conveniente a significare un lavacro spirituale, ed è l’elemento più facilmente reperibile in ogni parte della terra ove occorra amministrare un Battesimo. Qualunque specie d’acqua è valida purché non sia sostanzialmente corrotta. Per rispetto al Sacramento del Battesimo è prescritto però che l’acqua sia monda e benedetta a questo scopo. Inoltre deve essere versata in modo che si abbia una vera abluzione. Materia prossima è l’applicazione della materia remota.

 

TRE MODI DI BATTEZZARE

In tre modi diversi si può applicare la materia del Battesimo: a) per immersione; b) per aspersione; c) per infusione. Si hanno così tre forme di Battesimo.

Il Battesimo per immersione si amministra immergendo per tre volte il bat-tezzando nell’acqua. Era la forma ordinaria della Chiesa primitiva.

Il Battesimo per aspersione si amministra aspergendo con acqua il capo del battezzando: si può usare solo nei casi di necessità.

Il Battesimo per infusione è la forma ordinaria usata oggi: era anche usato nei primi tempi per i malati giacenti nel letto. È prescritto nella Chiesa occidentale fin dal sec. XII. SI amministra versando per tre volte consecutive l’acqua sul capo del battezzando.

Forma

La forma del Battesimo nella Chiesa latina è la seguente: «Ego te baptizo in nomine Patri set Filii e Spiritus Sancti: Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

Questa forma – secondo il Rituale Romano – è assolutamente necessaria, perciò in nessun modo è lecito mutarla e le stesse parole sono da proferirsi contemporaneamente all’abluzione. La forma del Battesimo risale direttamente a Gesù Cristo.

 

Obblighi del Battesimo

Il Battesimo è un patto tra noi e Dio. Egli ci fa Suoi figli, ci colma di grazie, ci fa eredi del Suo regno, templi dello Spirito Santo. Sono privilegi inapprezzabili; ma ad ogni privilegio corrisponde un dovere, un onere.

Noi ci obblighiamo:

  • a professare la fede di Gesù Cristo;
  • ad osservare la legge di Dio contenuta nei comandamenti del Decalogo e nei Precetti della Chiesa;
  • a rinunciare a Satana operatore d’iniquità, alle sue opere che sono i peccati, alle sue opere cioè alle vanità seduttrici della vita, al mondo e alle sue false massime.

Questo è quanto domanda Dio al battezzato. Né deve ritenersi troppo gravoso avendo Egli Stesso promesso le grazie e gli aiuti necessari.

 

I padrini

È prescrizione ecclesiastica che vi siano sempre i padrini nel Battesimo. I padrini sono coloro che presentano alla Chiesa il battezzando, rispondono in suo nome, assumendosi quali padri spirituali anche la cura della sua educazione cristiana in mancanza dei genitori; e perciò debbono essere buoni cristiani. Ecco quanto dice il Rituale:

 

Perché uno possa fare da padrino occorre: sia battezzato, abbia l’uso di ragione e l’intenzione di compiere tale ufficio; non appartenga a nessuna setta eretica, scismatica o sia scomunicato o infame (ovvero  goda di cattiva fama o viva in situazione irregolare per la fede); neppur sia chierico deposto o degradato; non sia padre, madre o coniuge del battezzando; sia designato dal battezzando o dai genitori (o tutori) o dal ministro; tocchi fisicamente il battezzando per sé o per il procuratore.

 

E per fare lecitamente da padrino occorre: Aver raggiunti i quattordici anni d’età; non essere interdetto o infame; saper le verità principali della fede; non essere novizio o professo in una religione eccetto vi sia necessità e si abbia il permesso dei Superiori; non essere in Sacris eccetto si abbia la licenza del Vescovo. Il battezzato con il padrino e col ministro contrae parentela spirituale che costituisce impedimento dirimente del Matrimonio.

 

Nome da imporsi

La Chiesa comanda che ad ogni battezzato venga imposto il nome di qualche Santo. Il nome generalmente lo scelgono i genitori; devono però stare alle prescrizioni della Chiesa che non permette vengano imposti nomi pagani o profani e vuole che si diano ai battezzandi nomi di Santi affinché abbiano in essi dei modelli in terra e dei protettori in Cielo. La prescrizione della Chiesa non si può trasgredire, e nel caso che il Parroco o colui che battezza non possa ottenere che venga imposto un nome cristiano deve aggiungere al nome dato dai genitori il nome di un Santo che trascriverà pure nel libro dei battezzati.

 

Tempo e luogo del Battesimo

Nei primi tempi del Cristianesimo il Battesimo veniva amministrato nelle solenni vigilie di Pasqua e Pentecoste in cui si consacrava appositamente l’acqua del Fonte Battesimale. Questa usanza si potrà osservare trattandosi di adulti. Riguardo ai bambini si noti che è pericolosissimo differire questo Sacramento di estrema necessità, potendo il neonato morire, e in questo caso una gravissima responsabilità ricadrebbe sulla coscienza dei genitori. Praticamente non si potrebbero oltrepassare gli otto o quindici giorni; che se poi interviene il caso di necessità, cioè il pericolo di morte, si è obbligati ad amministrare subito il Battesimo.

 

Il Battesimo privato si può amministrare in qualunque luogo e in ogni tempo. Luogo proprio per l’amministrazione del Battesimo solenne è il Fonte Battesimale nella chiesa parrocchiale. Per eccezione i figli di nobili e governanti possono ricevere il Battesimo nei loro oratori privati. La Chiesa prescrive rigorosamente che il Battesimo venga amministrato solennemente. Solo nei casi di necessità si ricorre alla forma privata. Fuori del pericolo di morte, per amministrare il Battesimo privatamente occorre la licenza dell’Ordinario il quale non la darà se non intervengano cause gravi.