Epifania della Madre di Dio

Purificazione della Beata maria Vergine

In questo magnifico giorno la liturgia maggiore di Gesù s’incontra e si riannoda con quella minore di Maria. È una data di mezzo lungo il cammino dal Natale alla Pasqua. Gesù e Maria, uniti già a Betlemme, uniti oggi al Tempio, saranno ancora uniti sulla vetta del Calvario. E in ogni avvenimento i Misteri del Figlio si avvicendano con quelli della Madre. Oggi è la volta che la primavera mirabile di Cristo, Bambino e Giovinetto, avvolge pure di crescente splendore la Divina Maternità della Madonna. La gloria di Gesù è la gloria di Maria, la manifestazione del Frutto divino è la rivelazione dell’Albero celeste. Tuttavia per entrambi suona oggi l’ora dell’offerta. Il Profeta addita loro la via dolorosa che fa capo a formidabili destini. Perciò Gesù oggi discende dal grembo di Maria; ed essa Gl’insegna i primi passi verso la Croce lontana.


I PRIMI 9 VENERDÌ DEL MESE

La Grande promessa che rivela la Divina Misericordia del Sacro Cuore verso l'umanità.

Gesù rivela a Santa Margherita Maria Alacoque: A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d'ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo. Scopri di più


I primi 5 Sabato del mese

La grande promessa del Cuore Immacolato di Maria

Lucia racconta: “Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.

 

E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:

 

“A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

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480. Che cosa chiede il Signore ad ogni persona a riguardo della pace?

Il Signore, Che proclama «Beati gli operatori di pace» (Mt. 5,9), chiede la pace del cuore e denuncia l’immoralità dell’ira, che è desiderio di vendetta per il male ricevuto, e dell’odio, che porta a desiderare il male per il prossimo. Questi atteggiamenti, se volontari e consentiti in cose di grande importanza, sono peccati gravi contro la carità. (Compendio)

481. Che cos’è la pace nel mondo?

La pace nel mondo, la quale è richiesta per il rispetto e lo sviluppo della vita umana, non è semplice assenza della guerra o equilibrio di forze contrastanti, ma è «la tranquillità dell’ordine» (Sant'Agostino), «frutto della giustizia» (Is. 32,17) ed effetto della carità. La pace terrena è immagine e frutto della pace di Cristo. (Compendio)


Tanti Saluti da Sonsoro

Tanti saluti dal caro amico e fratello don Bonaventura. Cliccando qui puoi vedere altre foto e aggiornamenti. Se vuoi partecipare alla raccolta di aiuti economici chiedi al don o al tuo riferimento in parrocchia!

Le nozze di Cana. Il Figlio non più soggetto alla Madre compie per Lei il primo miracolo.

 

Gesù sale a fianco della Madre e seguito dai discepoli e dai padroni, ed entra nella sala del convito, dove le donne si dànno da fare ad aggiungere sedili e stoviglie per i tre ospiti, inaspettati, mi sembra. Direi che era incerta la venuta di Gesù e assolutamente impreveduta quella dei suoi compagni. Odo distintamente la voce piena, virile, dolcissima del Maestro dire, nel porre piede nella sala: «La pace sia in questa casa e la benedizione di Dio su voi tutti». Saluto cumulativo a tutti i presenti e pieno di maestà. Gesù domina col suo aspetto e con la sua statura tutti quanti. È l’ospite, e fortuito, ma pare il re del convito, più dello sposo, più del padrone di casa. Per quanto sia umile e condiscendente, è colui che si impone. Gesù prende posto alla tavola di centro con lo sposo, la sposa, i parenti degli sposi e gli amici più influenti. I due discepoli, per rispetto al Maestro, vengono fatti sedere alla stessa tavola. (…)

 

Maria ordina ai servi: «Fate quello che Egli vi dirà». Maria ha letto negli occhi sorridenti del Figlio l’assenso, velato dal gran­de insegnamento a tutti i “vocati”. E ai servi: «Empite d’acqua le idrie», ordina Gesù[121]. Vedo i servi empire le giare di acqua portata dal pozzo (odo stridere la carrucola che porta su e giù il secchio gocciolante). Vedo il maggiordomo mescersi un poco di quel liquido con occhi di stupore, assaggiarlo con atti di ancor più vivo stupore, gustarlo e parlare al padrone di casa e allo sposo (erano vicini). Maria guarda ancora il Figlio e sorride; poi, raccolto un sorriso di Lui, china il capo arrossendo lievemente. È beata. Nella sala passa un sussurrio, le teste si volgono tutte verso Gesù e Maria, c’è chi si alza per vedere meglio, chi va alle giare. Un silenzio, e poi un coro di lodi a Gesù. Ma Egli si alza e dice una parola: «Ringraziate Maria», e poi si sottrae al convito. I discepoli lo seguono. Sulla soglia ripete: «La pace sia a questa casa e la benedizione di Dio su voi», e aggiunge: «Madre, ti saluto». La visione cessa. (…)

 

Gesù mi istruisce così: «Quando dissi ai discepoli: “Andiamo a far felice mia Madre”, avevo dato alla frase un senso più alto di quello che pareva. Non la felicità di vedermi, ma di essere Lei l’iniziatrice della mia attività di miracolo e la prima benefattrice dell’umanità. Ricordatevelo sempre. Il mio primo miracolo è avvenuto per Maria. Il primo. Simbolo che è Maria la chiave del miracolo. Io non ricuso nulla alla Madre mia, e per sua preghiera anticipo anche il tempo della Grazia. Io conosco mia Madre, la seconda in bontà dopo Dio. So che farvi grazia è farla felice, poiché è la Tutta Amore. Ecco perché dissi, Io che sapevo: “Andiamo a farla felice”.

Inoltre ho voluto rendere manifesta la sua potenza al mondo insieme alla mia. Destinata ad essere a Me congiunta nella carne — poiché fummo una carne: Io in Lei, Lei intorno a Me, come petali di giglio intorno al pistillo odoroso e colmo di vita — congiunta a Me nel dolore, poiché fummo sulla croce Io con la carne e Lei col suo spirito, così come il giglio odora e colla corolla e coll’essenza tratta da essa, era giusto fosse congiunta a Me nella potenza che si mostra al mondo. Dico a voi ciò che dissi a quei convitati: “Ringraziate Maria. È per Lei che avete avuto il Padrone del miracolo e che avete le mie grazie, e specie quelle di perdono”. Riposa in pace. Noi siamo con te». Per leggere l'intero capitolo clicca qui: www.valtortamaria.com


Penitenza

Il Sacramento della Penitenza fu istituito da Gesù Cristo: «a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi li riterrete saranno ritenuti»


La MATERIA della Confessione differisce da quella degli altri Sacramenti soprattutto perché mentre negli altri è qualche cosa di materiale e sensibile, nella Penitenza sono materia gli atti stessi del penitente, cioè la contrizione, la confessione e la soddisfazione. Si deve distinguere la materia: prossima, remota, necessaria, libera.

Materia remota e necessaria del Sacramento della Penitenza sono i peccati mortali commessi dopo il Battesimo e non ancora rimessi direttamente per mezzo del Sacramento della Penitenza.

Materia remota, ma libera sono i peccati veniali non ancora rimessi per la potestà delle chiavi, come pure tutti i peccati mortali o veniali già prima direttamente rimessi. Questi peccati non sono obbligatori da confessarsi, ma sono sufficienti per ottenere la assoluzione. I tre atti del penitente, cioè la contrizione, la confessione e la soddisfazione sono materia prossima del Sacramento della Penitenza.

La FORMA della Penitenza sono le parole con le quali il Sacerdote confessore per l’autorità di Dio rimette i peccati al penitente. Leggi di più


Catechismo 2022-23

Fin dall'inizio i primi discepoli hanno avuto l'ardente desiderio di annunziare Gesù Cristo, allo scopo di condurre tutti alla fede in Lui. Anche oggi, dall'amorosa conoscenza di Cristo nasce il desiderio di evangelizzare e catechiz-zare, cioè svelare nella Sua persona l'intero disegno di Dio e mettere l'umanità in comunione con Lui (CCC 80). Possiamo dire che ciascun cristiano è chiamato ad essere catechizzando e catechista al tempo stesso. E lo è per tutta la vita in terra: solo in Paradiso infatti, attraverso la visione beatifica di Dio, conosceremo la Verità tutta intera. Iniziazione cristiana: educare alla fede deve coinvolgere tutti, attraverso l'esempio e la preghiera reciproca.

 

Ai genitori si chiede un impegno preciso nel vivere con regolarità la S. Messa festiva presso la nostra Parrocchia. Senza la S. Messa non possono esserci i Sacramenti! In particolare:

  • Incipienti (I e II el.): oltre alla S. Messa con i genitori, proponiamo di vivere assieme i Vespri dell'Epifania, la S. Messa delle Palme e il S. Rosario nel mese di maggio; 
  • Progredienti (III el.): catechismo giovedì dalle 16.00 alle 18.00 (novembre, dicembre e gennaio)
  • Comunione (IV el.): catechismo giovedì dalle 16.00 alle 18.00 (febbraio, marzo e aprile)
  • Cresima: catechismo giovedì dalle 16.00 alle 18.00 (maggio, settembre e ottobre) 

Sacramenti: la ricezione dei Sacramenti, doni di Dio custoditi dalla Chiesa, e non occasione di festa pagana, sarà valutata caso per caso dal sacerdote assieme alla comunità educante (catechisti, educatori, e genitori). Pertanto non sono necessariamente legati alla frequenza di una determinata classe scolastica, bensì al cammino di catechismo e soprattutto alla frequenza regolare della Santa Messa festiva in Parrocchia. In particolare:

  • Prima Confessione e Comunione: il primo sabato di maggio, alle ore 11.00;
  • Cresima: il secondo sabato di novembre, alle ore 11.00.

Post Cresima: ricevuta la Cresima si entra nel gruppo medie e adolescenti. Alla catechesi più tradizionale si af-fiancano esperienze di vita cristiana, come ritiri spirituali, il servizio ai bisognosi, il pellegrinaggio a Roma, i mo-menti di fraternità e l'Oratorio, in cui si sperimenta la responsabilità dell'animazione.

Giovani: è il momento del rapporto personale con un sacerdote di riferimento che aiuti a comprendere il disegno di Dio, e dell'esperienza di decanato e diocesi.

Adulti: oltre alle proposte decanali, zonali e diocesane, la parrocchia propone una catechesi biblica in Avvento, i Santi Esercizi Spirituali la prima settimana di Quaresima, e una catechesi dottrinale in Quaresima. 

Terza età: si è invitati al cammino decanale dell'omonimo movimento. 


"La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti."

Efesini 6:1


SS. Messe Gregoriane

Sollievo per le anime dei defunti

La pratica della celebrazione delle SS. Messe Gregoriane si tratta della celebrazione ininterrotta di 30 SS. Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio. La pia pratica è nata così:

Un monaco del Convento di S. Gregorio Magno aveva accettato, senza il consenso del superiore, tre scudi d'oro da un suo beneficato (mancanza gravissima contro il voto di povertà, professato dai monaci). Deceduto il monaco poco tempo dopo, S. Gregorio, per dare una lezione esemplare a tutta la Comunità monastica lo fece seppellire fuori del Cimitero comune, gettando nella sua fossa i tre scudi d'oro. Qualche tempo dopo, preso da compassione, chiamò l'economo del monastero e gli disse:  «Il nostro confratello è tormentato dalle pene del Purgatorio: incomincia subito per lui la celebrazione di 30 SS. Messe, senza interromperla». 

Il monaco ubbidì; ma, per le troppe occupazioni, non pensò a contare i giorni. Una notte, gli apparve il monaco defunto e gli disse che se ne andava al Cielo, libero dalle sue pene. Si contò allora il numero delle SS. Messe celebrate in suo suffragio e si trovò che erano precisamente 30. D'allora invalse l'uso di far celebrare 30 SS. Messe per i Defunti, dette appunto Gregoriane dal nome di S. Gregorio: uso che è tuttora in vigore nei monasteri benedettini e trappisti e che Dio con molte rivelazioni ha fatto conoscere essergli molto gradito (Dialoghi, IV, 10). 

 

«Delle preghiere della terra, in Purgatorio si riceve solo quel tanto che Dio vuole che ciascun'anima riceva secondo le disposizioni meritate. E' un dolore aggiunto per queste povere Anime il vedere che le preghiere per la loro liberazione, vengono applicate a chi ne è più degno. Il sollievo di ciascun'anima è proporzionato al suo merito» (Manoscritto del Purgatorio).


Dignità del Sacerdozio

Disciplina delle Sacre Ordinazioni

Per le ordinazioni si deve osservare:

Circa il tempo. La consacrazione episcopale deve farsi durante la Messa solenne di una domenica o della festa di un Apostolo. La collazione degli ordini maggiori deve essere fatta durante la Messa solenne del sabato delle Quattro Tempora, del sabato vigilia della Domenica di Passione o del Sabato Santo. La prima tonsura può essere fatta qualunque giorno ed in qualunque ora; gli ordini minori le domeniche e le feste di rito doppio, al mattino.

 

Circa il luogo. Le ordinazioni generali devono essere fatte nella chiesa cattedrale, pubblicamente, alla presenza dei canonici; o nella chiesa più degna, nel territorio della diocesi, alla presenza del clero locale. Le ordinazioni particolari possono essere fatte dal Vescovo in un’altra chiesa, anche nell’oratorio della sua casa episcopale, del seminario o di una casa religiosa. La tonsura e gli ordini minori possono essere conferiti negli oratori privati.

 

 

Sono richiesti alcuni giorni di esercizi spirituali: per gli ordini minori e tonsura tre giorni; per gli ordini maggiori sei giorni. Se però entro sei mesi si ricevessero più ordini maggiori, l’ordinario può ridurre gli esercizi per l’ordinazione al diaconato, ma non a meno di tre giorni. Per gli ordini maggiori sono richiesti la professione di fede e il giuramento antimodernista da emettersi davanti all’ordinario o a un suo delegato.

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Cari amici, entro in Monastero

Cari amici, è giunto per me il momento di partire per entrare nel Monastero dell’ordine delle Clarisse dell’Immacolata, presente nel paese di Acquapendente (VT) dal 1333.

 

L’ordine delle Clarisse fu fondato da Santa Chiara nel 1212, dopo essere fuggita da casa la notte della domenica delle Palme per seguire le orme di San Francesco, i cui fondamenti sono la castità consacrata (testimonianza dell’amore sponsale per Cristo), la povertà e l’umiltà del Signore Gesù e della Sua Santissima Madre, l’obbedienza, la clausura papale, la consacrazione all’Immacolata, la comunione fraterna, la Sacra Liturgia (celebrata ogni giorno in latino, nella forma propria della Tradizione del Monastero), il silenzio e la penitenza.

 

Il percorso per diventare una Clarissa dell’Immacolata è costituito da quattro tappe: il postulandato, un periodo di introduzione alla vita monastica, in cui si studia la spiritualità clariano-mariana e gli scritti di San Massimiliano Maria Kolbe, definito cavaliere dell’Immacolata; il noviziato, periodo in cui si continuano e approfondiscono gli studi; la professione dei voti temporanei, rinnovati ogni anno, e la professione solenne, la morte al mondo (le monache infatti sono nel mondo ma non sono del mondo).

 

Seguendo la tradizione dell’Ordine, la comunità di Clarisse dell’Immacolata, di vita integralmente contemplativa, professa la Regola di Santa Chiara d’Assisi (confermata da papa Innocenzo IV nel 1253). Inoltre, in aggiunta ai consigli evangelici (castità, povertà e obbedienza), emette altri due voti: il voto di consacrazione all’Immacolata e la clausura. Quest’ultima non è una scelta scontata e comprensibile agli occhi di tanti; è la scelta libera di chi si affida a Dio, alla Divina Provvidenza e all’Amore: il Signore Gesù non chiede molto, chiede tutto. 

 

Alla vita monastica contemplativa viene associata l’immagine del vasetto di profumo che la Maddalena spreca sui piedi di Gesù, uno spreco che non cerca ricompensa, ma è dono d’Amore. 

 

Grazie per avermi accompagnata in questi anni!

 

In comunione di preghiera, Sara


Dice l’apostolo Paolo

Eredi di Dio per volere di Dio, non vogliate, o fratelli, perdere questa eredità per seguire carne e sangue ed errore della mente. Io pure errai e fui contrario alla Verità, fui persecutore del Cristo. Il mio peccato m’è sempre presente, anche nella gloria di questo regno le cui porte me l’apersero il mio pentimento, la mia fede, il mio martirio per confessare Cristo e la vita immortale. Ma quando la Luce mi atterrò, facendosi conoscere, io abbandonai l’errore per seguire la Luce. A voi la Luce si è fatta conoscere attraverso a venti secoli di prodigi, innegabili anche al più feroce negatore e al più ostinato. Perché dunque volete, voi fortunati che avete per testimonianza di essa Luce venti secoli di divine manifestazioni, perché volete voi rimanere nell’errore?

 

Maria Valtorta, Quaderni del 1944, 11 gennaio (Fonte)

Per saperne di più su Maria Valtorta clicca qui

 

La citazione sopra dell'apostolo Paolo é contestualizzata all'interno della catechesi dal titolo "Eresie e sana dottrina cattolica" che tratta in particolare il tema della reincarnazione. Guarda su Youtube

 


RICEVERE LA SANTA COMUNIONE

Il Papa ricorda che la pratica di inginocchiarsi e ricevere la Particola sulla lingua ha a suo favore secoli di tradizione ed è segno di adorazione particolarmente espressivo. Per questo è bene riceverla così.



L’essenziale viene prima del resto, di tutto il resto!

Che cosa è essenziale? Salvarsi l’anima! Sì, perché il corpo è comunque destinato a perire, l’anima invece vive in eterno, essendo spirituale e creata direttamente da Dio. Per questo è il nostro bene più prezioso, che va custodito con sapienza e che una volta condannata all’inferno dovrà patire per sempre.

Come si custodisce l’essenziale? Mettendolo al primo posto! Sì, altrimenti sono solo parole. Ciò vuol dire S. Messa e Sacramenti: quei mezzi ordinari con cui Dio ci sorregge e salva qui ed ora, quel toccarci efficace di Gesù Salvatore.

Amico e fratello sii dunque cristianamente sapiente, anche e soprattutto nell’ormai incipiente estate (che don Bosco, il grande Santo educatore, definiva senza mezzi termini vendemmia del demonio): specialmente se sei genitore o nonno aiuta ed educa figli e nipoti alla preghiera e al rispetto del precetto della Santa Messa festiva (altrimenti come potrai a settembre far riprendere il cammino di catechismo?!).


Padre Santo, Che attraverso il Tuo Figlio Gesù riversi senza misura il dono dello Spirito, custodisci questi Tuoi servi perché siano lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Maria, aurora di salvezza, guidi e sostenga il loro ministero. Amen.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Mt 5,13-16

Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutandosi di dare ascolto alla verità per rivolgersi alle favole. S. Paolo - Seconda lettera a Timoteo