395. Quando si commette il peccato mortale?

Si commette il peccato mortale quando ci sono nel contempo materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso. Questo peccato distrugge in noi la carità, ci priva della grazia santificante, ci conduce alla morte eterna dell’inferno se non ci si pente. Viene perdonato in via ordinaria mediante i Sacramenti del Battesimo e della Penitenza o Riconciliazione. (Compendio)


Dignità del Sacerdozio

La Vocazione

La vocazione.

Dio Stesso Si sceglie i Suoi ministri. E non fanno altrettanto i re della terra? «Nessuno può arrogarsi tal dignità, ma soltanto chi è chiamato da Dio come Aronne», dice S. Paolo: «Neppure Gesù S’arrogò da Se Stesso la gloria d’essere sommo sacerdote, ma Gliela diede Colui Che Gli disse: Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedech» (Eb. 5,4.6).

 

È necessaria quindi la chiamata di Dio cioè la vocazione. Gli Apostoli infatti furono chiamati da Gesù Cristo: «Non siete voi che avete scelto Me, ma Io ho scelto voi». Con il dono della vocazione Dio sollecita un’anima a servirLo in uno stato di vita particolare tra il clero secolare o nello stato religioso, ornandola delle doti adatte per compiere degnamente i compiti sacerdotali. E il Vescovo o i superiori religiosi giudicando il candidato come idoneo a tale stato, lo ascrivono nella sacra milizia. Da Dio dunque deve venire la vocazione e non dai parenti, ancor meno da mire umane o fini terreni. Chi si fa Sacerdote senza vocazione è un intruso, un «ladro che non entra per la porta dell’ovile».

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CATECHISMO 2021-22

Gli incontri riprenderanno in presenza da GIOVEDÌ 18

Iniziazione cristiana: educare alla fede deve coinvolgere tutti, attraverso l’esempio e la preghiera reciproca. Ai genitori si chiede un impegno preciso nel vivere con regolarità la S. Messa festiva presso la nostra Parrocchia. Senza la S. Messa non possono esserci i Sacramenti! In particolare:

  • Incipienti (I e II el.): oltre alla S. Messa con i genitori, proponiamo di vivere assieme: i Vespri dell’Epifania, la S. Messa delle Palme e il S. Rosario nel mese di maggio;
  • Comunione I (III el.): catechismo giovedì dalle 15.30 alle 16.30 (inizio a novembre)
  • Comunione II (IV el.): catechismo giovedì dalle 16.45 alle 18.00 (inizio a novembre)
  • Cresima I (V el.): catechismo giovedì dalle 15.30 alle 16.30 (inizio a novembre)
  • Cresima II (I media): preparazione alla Cresima in settembre, giovedì dalle 15.30 alle 16.30.
  • Contributo minimo per libri e spese: 10 €, da consegnare al primo incontro assieme all’iscrizione alle catechiste.

Sacramenti: la ricezione dei Sacramenti, doni di Dio custoditi dalla Chiesa, e non occasione di festa pagana, sarà valutata caso per caso dal sacerdote assieme alla comunità educante (catechisti, educatori, e genitori). Pertanto non sono necessariamente legati alla frequenza di una determinata classe scolastica, bensì al cammino di catechismo e soprattutto alla frequenza regolare della Santa Messa festiva in Parrocchia. In particolare:

  • Prima Confessione: il primo sabato di Quaresima, alle ore 15.00;
  • Prima Comunione: il primo maggio, alle ore 11.00;
  • Cresima: il primo sabato di Ottobre, alle ore 10.30.

Post Cresima: ricevuta la Cresima si entra nel gruppo medie e adolescenti. Alla catechesi più tradizionale si affiancano esperienze di vita cristiana, co-me ritiri spirituali, il servizio ai bisognosi, il pellegrinaggio a Roma, i mo-menti di fraternità e l’Oratorio, in cui si sperimenta la responsabilità dell’animazione.

In particolare il ritrovo del venerdì e della domenica pomeriggio in oratorio.

 

Giovani: è il momento del rapporto personale con un sacerdote di riferimento che aiuti a comprendere il disegno di Dio, dell’esperienza in decanato e diocesi.

 

Adulti: oltre alle proposte decanali, zonali e diocesane, la parrocchia propone una catechesi biblica in Avvento, i Santi Esercizi Spirituali la prima settimana di Quaresima, e una catechesi dottrinale in Quaresima.

 

Terza età: si è invitati al cammino decanale dell’omonimo movimento.


Indulgenza plenaria

Per le anime del Purgatorio, per tutto il mese di Novembre

Chiedendo l’indulgenza plenaria per i cari defunti è possibile annullare la pena che essi devono scontare prima di raggiungere il Paradiso. I requisiti per richiedere tale l'indulgenza sono:

  • Santa Confessione
  • Santa Comunione
  • Partecipazione alla Santa Messa in S. Martino (Chiesa cimiteriale), oppure visitando una Chiesa o Oratorio pubblico recitando 6 Pater-Ave-Gloria (Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre)

Le giornate ad Ebron.

Vedo, e pare mattina, Maria che cuce, seduta nella sala terrena. Elisabetta va e viene occupandosi della casa. E quando entra non manca mai di andare a porre una carezza sulla testa bionda di Maria, ancor più bionda sulle pareti piuttosto scure e sotto il raggio del bel sole che entra dalla porta, aperta sul giardino.

Elisabetta si curva a guardare il lavoro di Maria — è il ricamo che aveva a Nazareth — e ne loda la bellezza.

«Ho anche del lino da filare», dice Maria.

«Per il tuo Bambino?».

«No. Lo avevo già quando non pensavo…».

Maria non dice altro. Ma io capisco: «…quando non pensavo di dover esser Madre di Dio».

«Ma ora lo dovrai usare per Lui. È bello? Fino? I bambini, sai, hanno bisogno di tela morbidissima».

«So».

Io avevo incominciato… Tardi, perché ho voluto esser sicura che non era un inganno del Maligno. Per quanto… sentissi in me una tal gioia che, no, non poteva venire da Satana. Poi… ho sofferto tanto. Sono vecchia, io, Maria, per essere in questo stato.

Ho molto sofferto. Tu non soffri…».

«Io no. Non sono mai stata tanto bene».

«Eh! già! Tu… in te non c’è macchia, se Dio ti ha scelta per Madre sua. E perciò non sei soggetta alle sofferenze d’Eva. Il tuo Portato è santo».

«Mi par di avere un’ala in cuore e non un peso. Mi par di avere dentro tutti i fiori e tutti gli uccellini che cantano a primavera, e tutto il miele e tutto il sole… Oh! sono felice!».

«Benedetta! Anche io, da quando ti ho vista, non ho più sentito peso, stanchezza e dolore. Mi par d’esser nuova, giovane, liberata dalle miserie della mia carne di donna. Il mio bambino, dopo aver balzato felice al suono della tua voce, si è messo quieto nella sua gioia. E mi pare di averlo, dentro, in una cuna viva e di vederlo dormire sazio e beato, respirare come un uccellino felice sotto l’ala della mamma… Per leggere l'intero capitolo clicca qui: www.valtortamaria.com


Cari amici, entro in Monastero

Cari amici, è giunto per me il momento di partire per entrare nel Monastero dell’ordine delle Clarisse dell’Immacolata, presente nel paese di Acquapendente (VT) dal 1333.

 

L’ordine delle Clarisse fu fondato da Santa Chiara nel 1212, dopo essere fuggita da casa la notte della domenica delle Palme per seguire le orme di San Francesco, i cui fondamenti sono la castità consacrata (testimonianza dell’amore sponsale per Cristo), la povertà e l’umiltà del Signore Gesù e della Sua Santissima Madre, l’obbedienza, la clausura papale, la consacrazione all’Immacolata, la comunione fraterna, la Sacra Liturgia (celebrata ogni giorno in latino, nella forma propria della Tradizione del Monastero), il silenzio e la penitenza.

 

Il percorso per diventare una Clarissa dell’Immacolata è costituito da quattro tappe: il postulandato, un periodo di introduzione alla vita monastica, in cui si studia la spiritualità clariano-mariana e gli scritti di San Massimiliano Maria Kolbe, definito cavaliere dell’Immacolata; il noviziato, periodo in cui si continuano e approfondiscono gli studi; la professione dei voti temporanei, rinnovati ogni anno, e la professione solenne, la morte al mondo (le monache infatti sono nel mondo ma non sono del mondo).

 

Seguendo la tradizione dell’Ordine, la comunità di Clarisse dell’Immacolata, di vita integralmente contemplativa, professa la Regola di Santa Chiara d’Assisi (confermata da papa Innocenzo IV nel 1253). Inoltre, in aggiunta ai consigli evangelici (castità, povertà e obbedienza), emette altri due voti: il voto di consacrazione all’Immacolata e la clausura. Quest’ultima non è una scelta scontata e comprensibile agli occhi di tanti; è la scelta libera di chi si affida a Dio, alla Divina Provvidenza e all’Amore: il Signore Gesù non chiede molto, chiede tutto. 

 

Alla vita monastica contemplativa viene associata l’immagine del vasetto di profumo che la Maddalena spreca sui piedi di Gesù, uno spreco che non cerca ricompensa, ma è dono d’Amore. 

 

Grazie per avermi accompagnata in questi anni!

 

In comunione di preghiera, Sara


Scienza e Fede

Fabiola Gianotti è la prima donna alla guida dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (Cern) e, primato assoluto, è stata recentemente rinnovata per un secondo mandato fino al 2025.

Nel corso della sua carriera, Gianotti non ha fatto mai mistero della sua fede in Dio e ha sempre ribadito come tra la sua attività di scienziata che si spinge proprio a esplorare le origini dell'Universo - e la sua professione di Fede non ci siano contraddizioni.

 


Dice l’apostolo Paolo

Eredi di Dio per volere di Dio, non vogliate, o fratelli, perdere questa eredità per seguire carne e sangue ed errore della mente. Io pure errai e fui contrario alla Verità, fui persecutore del Cristo. Il mio peccato m’è sempre presente, anche nella gloria di questo regno le cui porte me l’apersero il mio pentimento, la mia fede, il mio martirio per confessare Cristo e la vita immortale. Ma quando la Luce mi atterrò, facendosi conoscere, io abbandonai l’errore per seguire la Luce11. A voi la Luce si è fatta conoscere attraverso a venti secoli di prodigi, innegabili anche al più feroce negatore e al più ostinato. Perché dunque volete, voi fortunati che avete per testimonianza di essa Luce venti secoli di divine manifestazioni, perché volete voi rimanere nell’errore?

 

Maria Valtorta, Quaderni del 1944, 11 gennaio (Fonte)

Per saperne di più su Maria Valtorta clicca qui

 

La citazione sopra dell'apostolo Paolo é contestualizzata all'interno della catechesi dal titolo "Eresie e sana dottrina cattolica" che tratta in particolare il tema della reincarnazione. Guarda su Youtube

 


RICEVERE LA SANTA COMUNIONE

Il Papa ricorda che la pratica di inginocchiarsi e ricevere la Particola sulla lingua ha a suo favore secoli di tradizione ed è segno di adorazione particolarmente espressivo. Per questo è bene riceverla così.



L’essenziale viene prima del resto, di tutto il resto!

Che cosa è essenziale? Salvarsi l’anima! Sì, perché il corpo è comunque destinato a perire, l’anima invece vive in eterno, essendo spirituale e creata direttamente da Dio. Per questo è il nostro bene più prezioso, che va custodito con sapienza e che una volta condannata all’inferno dovrà patire per sempre.

Come si custodisce l’essenziale? Mettendolo al primo posto! Sì, altrimenti sono solo parole. Ciò vuol dire S. Messa e Sacramenti: quei mezzi ordinari con cui Dio ci sorregge e salva qui ed ora, quel toccarci efficace di Gesù Salvatore.

Amico e fratello sii dunque cristianamente sapiente, anche e soprattutto nell’ormai incipiente estate (che don Bosco, il grande Santo educatore, definiva senza mezzi termini vendemmia del demonio): specialmente se sei genitore o nonno aiuta ed educa figli e nipoti alla preghiera e al rispetto del precetto della Santa Messa festiva (altrimenti come potrai a settembre far riprendere il cammino di catechismo?!).


Padre Santo, Che attraverso il Tuo Figlio Gesù riversi senza misura il dono dello Spirito, custodisci questi Tuoi servi perché siano lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Maria, aurora di salvezza, guidi e sostenga il loro ministero. Amen.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Mt 5,13-16

Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutandosi di dare ascolto alla verità per rivolgersi alle favole. S. Paolo - Seconda lettera a Timoteo