SS. Messe Gregoriane

Sollievo per le anime dei defunti

La pratica della celebrazione delle SS. Messe Gregoriane si tratta della celebrazione ininterrotta di 30 SS. Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio. La pia pratica è nata così:

Un monaco del Convento di S. Gregorio Magno aveva accettato, senza il consenso del superiore, tre scudi d'oro da un suo beneficato (mancanza gravissima contro il voto di povertà, professato dai monaci). Deceduto il monaco poco tempo dopo, S. Gregorio, per dare una lezione esemplare a tutta la Comunità monastica lo fece seppellire fuori del Cimitero comune, gettando nella sua fossa i tre scudi d'oro. Qualche tempo dopo, preso da compassione, chiamò l'economo del monastero e gli disse:  «Il nostro confratello è tormentato dalle pene del Purgatorio: incomincia subito per lui la celebrazione di 30 SS. Messe, senza interromperla». 

Il monaco ubbidì; ma, per le troppe occupazioni, non pensò a contare i giorni. Una notte, gli apparve il monaco defunto e gli disse che se ne andava al Cielo, libero dalle sue pene. Si contò allora il numero delle SS. Messe celebrate in suo suffragio e si trovò che erano precisamente 30. D'allora invalse l'uso di far celebrare 30 SS. Messe per i Defunti, dette appunto Gregoriane dal nome di S. Gregorio: uso che è tuttora in vigore nei monasteri benedettini e trappisti e che Dio con molte rivelazioni ha fatto conoscere essergli molto gradito (Dialoghi, IV, 10). 

 

«Delle preghiere della terra, in Purgatorio si riceve solo quel tanto che Dio vuole che ciascun'anima riceva secondo le disposizioni meritate. E' un dolore aggiunto per queste povere Anime il vedere che le preghiere per la loro liberazione, vengono applicate a chi ne è più degno. Il sollievo di ciascun'anima è proporzionato al suo merito» (Manoscritto del Purgatorio).


428. Siamo tutti chiamati alla santità cristiana?

Tutti i fedeli sono chiamati alla santità cristiana. Essa è pienezza della vita cristiana e perfezione della carità, e si attua nell’unione intima con Cristo, e, in Lui, con la Santissima Trinità. Il cammino di santificazione del cristiano, dopo essere passato attraverso la Croce, avrà il suo compimento nella Risurrezione finale dei giusti, nella quale Dio sarà tutto in tutte le cose. (Compendio) 


I Sacramenti: il Battesimo

Obblighi del Battesimo

Il Battesimo è un patto tra noi e Dio. Egli ci fa Suoi figli, ci colma di grazie, ci fa eredi del Suo regno, templi dello Spirito Santo. Sono privilegi inapprezzabili; ma ad ogni privilegio corrisponde un dovere, un onere.

Noi ci obblighiamo:

  • a professare la fede di Gesù Cristo;
  • ad osservare la legge di Dio contenuta nei comandamenti del Decalogo e nei Precetti della Chiesa;
  • a rinunciare a Satana operatore d’iniquità, alle sue opere che sono i peccati, alle sue opere cioè alle vanità seduttrici della vita, al mondo e alle sue false massime.

Questo è quanto domanda Dio al battezzato. Né deve ritenersi troppo gravoso avendo Egli Stesso promesso le grazie e gli aiuti necessari. Leggi di più


Il ritorno di Tommaso e la sua incredulità

«Sì. Lo credo che è Dio. Ma, appunto perché lo credo, penso e dico che, per quanto sia tanto buono, non può esserlo al punto di venire fra chi lo ha così poco amato. E dico che, per quanto sia tanto umile, deve averne basta di avvilirsi nella nostra carnaccia. No. Sarà, certo lo è, trionfante in Cielo e, forse, apparirà come spirito. Dico: forse. Non meritiamo neppure questo! Ma risorto in carne e ossa, no. Non lo credo».

«Ma se lo abbiamo baciato, visto mangiare, udito la voce, sentito la sua mano, visto le ferite!».

«Niente. Io non credo. Non posso credere. Dovrei vedere per credere. Se non vedo nelle sue mani il foro dei chiodi e non vi metto dentro il dito, se non tocco le ferite dei piedi e se non metto la mano dove la lancia ha aperto il costato, io non credo. Non sono un bambino o una donna. Io voglio l'evidenza. Quello che la mia ragione non può accettare lo rifiuto. E io non posso accettare questa vostra parola».

«Ma Tommaso! Ti pare che ti si voglia ingannare?».

«No, poverini. Anzi! Beati voi che siete tanto buoni da volermi portare ad avere la pace che siete riusciti a darvi con questa vostra illusione. Ma… io non credo alla sua Risurrezione».

«Non temi di essere punito da Lui? Sente e vede tutto, sai?».

«Chiedo che mi persuada. Ho una ragione, e l'uso. Lui, Padrone della ragione umana, raddrizzi la mia se è deviata».

«Ma la ragione, Lui lo diceva, è libera».

«Ragion di più perché io non la faccia schiava di una suggestione collettiva. Io vi voglio bene e voglio bene al Signore. Lo servirò come posso e starò con voi per aiutarvi a servirlo. Predicherò la sua dottrina. Ma non posso credere altro che vedendo».

E Tommaso, cocciuto, non intende altro che se stesso. Gli parlano di tutti quelli che lo hanno visto, e come lo hanno visto. Lo consigliano a parlare con la Madre. Ma lui crolla il capo, seduto su un sedile di pietra, più pietra lui del sedile. Testardo come un bambino, ripete: «Crederò se vedrò…».

La grande parola degli infelici che negano ciò che è tanto dolce e santo credere ammettendo che Dio può tutto. Puoi credere che Io ti abbia dato questo dolore inutilmente? (…) Per leggere l'intero capitolo clicca quiwww.valtortamaria.com


Dignità del Sacerdozio

Disciplina delle Sacre Ordinazioni

Per le ordinazioni si deve osservare:

Circa il tempo. La consacrazione episcopale deve farsi durante la Messa solenne di una domenica o della festa di un Apostolo. La collazione degli ordini maggiori deve essere fatta durante la Messa solenne del sabato delle Quattro Tempora, del sabato vigilia della Domenica di Passione o del Sabato Santo. La prima tonsura può essere fatta qualunque giorno ed in qualunque ora; gli ordini minori le domeniche e le feste di rito doppio, al mattino.

 

Circa il luogo. Le ordinazioni generali devono essere fatte nella chiesa cattedrale, pubblicamente, alla presenza dei canonici; o nella chiesa più degna, nel territorio della diocesi, alla presenza del clero locale. Le ordinazioni particolari possono essere fatte dal Vescovo in un’altra chiesa, anche nell’oratorio della sua casa episcopale, del seminario o di una casa religiosa. La tonsura e gli ordini minori possono essere conferiti negli oratori privati.

 

 

Sono richiesti alcuni giorni di esercizi spirituali: per gli ordini minori e tonsura tre giorni; per gli ordini maggiori sei giorni. Se però entro sei mesi si ricevessero più ordini maggiori, l’ordinario può ridurre gli esercizi per l’ordinazione al diaconato, ma non a meno di tre giorni. Per gli ordini maggiori sono richiesti la professione di fede e il giuramento antimodernista da emettersi davanti all’ordinario o a un suo delegato.

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Cari amici, entro in Monastero

Cari amici, è giunto per me il momento di partire per entrare nel Monastero dell’ordine delle Clarisse dell’Immacolata, presente nel paese di Acquapendente (VT) dal 1333.

 

L’ordine delle Clarisse fu fondato da Santa Chiara nel 1212, dopo essere fuggita da casa la notte della domenica delle Palme per seguire le orme di San Francesco, i cui fondamenti sono la castità consacrata (testimonianza dell’amore sponsale per Cristo), la povertà e l’umiltà del Signore Gesù e della Sua Santissima Madre, l’obbedienza, la clausura papale, la consacrazione all’Immacolata, la comunione fraterna, la Sacra Liturgia (celebrata ogni giorno in latino, nella forma propria della Tradizione del Monastero), il silenzio e la penitenza.

 

Il percorso per diventare una Clarissa dell’Immacolata è costituito da quattro tappe: il postulandato, un periodo di introduzione alla vita monastica, in cui si studia la spiritualità clariano-mariana e gli scritti di San Massimiliano Maria Kolbe, definito cavaliere dell’Immacolata; il noviziato, periodo in cui si continuano e approfondiscono gli studi; la professione dei voti temporanei, rinnovati ogni anno, e la professione solenne, la morte al mondo (le monache infatti sono nel mondo ma non sono del mondo).

 

Seguendo la tradizione dell’Ordine, la comunità di Clarisse dell’Immacolata, di vita integralmente contemplativa, professa la Regola di Santa Chiara d’Assisi (confermata da papa Innocenzo IV nel 1253). Inoltre, in aggiunta ai consigli evangelici (castità, povertà e obbedienza), emette altri due voti: il voto di consacrazione all’Immacolata e la clausura. Quest’ultima non è una scelta scontata e comprensibile agli occhi di tanti; è la scelta libera di chi si affida a Dio, alla Divina Provvidenza e all’Amore: il Signore Gesù non chiede molto, chiede tutto. 

 

Alla vita monastica contemplativa viene associata l’immagine del vasetto di profumo che la Maddalena spreca sui piedi di Gesù, uno spreco che non cerca ricompensa, ma è dono d’Amore. 

 

Grazie per avermi accompagnata in questi anni!

 

In comunione di preghiera, Sara


Dice l’apostolo Paolo

Eredi di Dio per volere di Dio, non vogliate, o fratelli, perdere questa eredità per seguire carne e sangue ed errore della mente. Io pure errai e fui contrario alla Verità, fui persecutore del Cristo. Il mio peccato m’è sempre presente, anche nella gloria di questo regno le cui porte me l’apersero il mio pentimento, la mia fede, il mio martirio per confessare Cristo e la vita immortale. Ma quando la Luce mi atterrò, facendosi conoscere, io abbandonai l’errore per seguire la Luce11. A voi la Luce si è fatta conoscere attraverso a venti secoli di prodigi, innegabili anche al più feroce negatore e al più ostinato. Perché dunque volete, voi fortunati che avete per testimonianza di essa Luce venti secoli di divine manifestazioni, perché volete voi rimanere nell’errore?

 

Maria Valtorta, Quaderni del 1944, 11 gennaio (Fonte)

Per saperne di più su Maria Valtorta clicca qui

 

La citazione sopra dell'apostolo Paolo é contestualizzata all'interno della catechesi dal titolo "Eresie e sana dottrina cattolica" che tratta in particolare il tema della reincarnazione. Guarda su Youtube

 


RICEVERE LA SANTA COMUNIONE

Il Papa ricorda che la pratica di inginocchiarsi e ricevere la Particola sulla lingua ha a suo favore secoli di tradizione ed è segno di adorazione particolarmente espressivo. Per questo è bene riceverla così.



L’essenziale viene prima del resto, di tutto il resto!

Che cosa è essenziale? Salvarsi l’anima! Sì, perché il corpo è comunque destinato a perire, l’anima invece vive in eterno, essendo spirituale e creata direttamente da Dio. Per questo è il nostro bene più prezioso, che va custodito con sapienza e che una volta condannata all’inferno dovrà patire per sempre.

Come si custodisce l’essenziale? Mettendolo al primo posto! Sì, altrimenti sono solo parole. Ciò vuol dire S. Messa e Sacramenti: quei mezzi ordinari con cui Dio ci sorregge e salva qui ed ora, quel toccarci efficace di Gesù Salvatore.

Amico e fratello sii dunque cristianamente sapiente, anche e soprattutto nell’ormai incipiente estate (che don Bosco, il grande Santo educatore, definiva senza mezzi termini vendemmia del demonio): specialmente se sei genitore o nonno aiuta ed educa figli e nipoti alla preghiera e al rispetto del precetto della Santa Messa festiva (altrimenti come potrai a settembre far riprendere il cammino di catechismo?!).


Padre Santo, Che attraverso il Tuo Figlio Gesù riversi senza misura il dono dello Spirito, custodisci questi Tuoi servi perché siano lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Maria, aurora di salvezza, guidi e sostenga il loro ministero. Amen.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Mt 5,13-16

Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutandosi di dare ascolto alla verità per rivolgersi alle favole. S. Paolo - Seconda lettera a Timoteo