Si fa sera e il giorno ormai volge al declino

Card. Robert Sarah

Se Dio ci ha creati per donarci la Sua vita, non ce la dona nostro malgrado. Al Suo dono d’amore dobbiamo rispondere con un libero dono d’amore. A noi spetta di accettare liberamente il dono che Dio ci ha fatto della Sua Propria vita. Ne deriva il terribile potere per l’uomo di rifiutarsi di donarsi a sua volta, di disprezzare il dono d’infinito amore da parte di Dio. Questo rifiuto, questo disprezzo, costituisce il peccato. Il peccato ci priva della vita di Dio. Ci incatena e ci àncora alle cose della terra. A contrario, con la preghiera, contatto reale e personale con Dio, possiamo liberarci dal mondo.

 

Curiosamente, mentre Dio ci invita a una felicità senza fine e senza limiti in Lui, noi ci lasciamo sedurre dalle felicità limitate e superficiali. La scienza e la tecnologia ci ipnotizzano al punto di farci agire come se non esistesse altro oltre la materia. Sappiamo che ogni cosa sulla terra è effimera, eppure continuiamo a preferire ciò che è fugace a ciò che è eterno. Bisogna proclamarlo in ogni occasione opportuna e non opportuna: solo Dio corrisponde pienamente al desiderio del nostro cuore. Egli solo ha il potere di farci dono della pienezza a cui aneliamo.

 

I cristiani non devono stancarsi di spiegare agli uomini a quale felicità essi sono chiamati. Hanno il dovere di proclamare al mondo che i successi tecnologici non sono nulla a confronto dell’amore di Dio. L’uomo ha in sé l’immagine di Dio e la sua anima è immortale. Come si fa a non tener conto di questa traccia di Dio in noi? Perché l’uomo guarda solo per terra? Non alza più il capo, ricurvo come uno schiavo di questo mondo. La terra, però, è soltanto una porta per il cielo. Il mio non è un invito a trascurare le realtà terrene. Il mondo è stato voluto d Dio, amato da Dio e plasmato con tenerezza dal cuore di Dio. Dobbiamo rispettarlo e amarlo appassionatamente. Un giorno, però, lo lasceremo. Il cielo è la nostra patria eterna. La nostra patria e la nostra vera dimora risiedono in Dio.

 

L’uomo non si sente in pericolo. Molti nella Chiesa non osano più insegnare la realtà della salvezza e la vita eterna. Nelle omelie si avverte uno strano silenzio circa il fine ultimo. Si evita di parlare del peccato originale. È ritenuto arcaico. Il senso del peccato sembra scomparso. Il bene e il male non esistono più. Il relativismo, una candeggina terribilmente efficace, ha rimosso tutto al suo passaggio. La confusione dottrinale e morale raggiungono il pa-rossismo. Il male è il bene, il bene è il male. L’uomo non avverte più il bisogno di essere salvato. La perdita del senso della salvezza è la conseguenza della perdita della trascendenza di Dio.

 

Non sembriamo preoccupati di ciò che ci accadrà quando avremo lasciato questa terra. In tale prospettiva, preferiamo considerare che il demonio non esiste più. Alcuni vescovi sostengono addirittura che si tratti solo di un’immagine simbolica. Dunque, Gesù Cristo mente quando afferma invece che esso è reale, che più volte è stato tentato da lui, dal principe di questo mondo!