IL TEMPO QUARESIMALE

L'ascetismo

È superfluo chiederci se le pratiche che abbiamo già accennato far parte della Vigilia e della Stazione e poi della Quaresima siano ben scelte per la preparazione delle anime alla solennità pasquale. La preghiera è la grande arma della Chiesa: la parola di Dio il suo lievito; Mosè ed Elia digiunarono anche loro per quaranta giorni sul Sinai per rendersi degni del colloquio con Dio; Gesù non fece altrimenti prima di dare inizio alla Sua predicazione evangelica.

 

Opportunissimi, dunque, questi esercizi dello spirito per prepararsi a celebrare, o meglio ancora, a rivivere la Pasqua nel suo significato di passaggio del Signore: passaggio, nel Testamento antico, dell'Angelo sterminatore sulla terra d'Egitto e del popolo ebreo attraverso le acque del Mar Rosso; passaggio, nel Testamento nuovo, di Cristo dalla morte alla vita, del cristiano, o anche del catecumeno, dalla morte del peccato alla vita della grazia, dal vizio alla virtù per i meriti della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo redentore.

La Quaresima, in ordine a quest'ultima finalità, va appunto concepita come un periodo di intenso ascetismo, al quale il cristiano si sottopone annualmente per ottenere un maggior perfezionamento della sua vita interiore, per rinnovare, o anche far rivivere, nella propria anima la grazia del santo Battesimo.

Quello che lo spirito militaresco di S. Ignazio di Loyola istituirà circa quattordici secoli più tardi in aiuto della santificazione privata, la Chiesa fin dall'origine aveva creato per la salute dell'intera famiglia cristiana, destinando la sacra Quaresima ad essere un vero corso di esercizi spirituali, che essa, non altrimenti, né meno militarmente del Santo spagnolo, chiamò exercitatio – noi diremmo le grandi manovre – per l'addestramento annuale della milizia cristiana.

Il Catecumenato

Ancor prima che per i fedeli battezzati, la Quaresima costituì per i Catecumeni il tempo classico della loro istruzione e formazione previa al Battesimo. Questo Sacramento infatti, strettamente legato al mistero della Morte e della Risurrezione di Cristo, soleva conferirsi la notte del Sabato Santo e contrassegnare di sé la santa Veglia pasquale. Quando all'Epifania si annunciava la data della Pasqua, s'invitavano al tempo stesso gli aspiranti al Battesimo dell'anno a dar il nome. E nella Quaresima, i catecumeni, o quelli che per aver dato il nome si chiamavano Competenti, mentre seguivano la stessa disciplina di penitenza praticata dai fedeli, attendevano in particolare alle tre pratiche che costituivano il tirocinio battesimale: le Catechesi, gli Esorcismi, gli Scrutini.